Cos’e’ l’acido urico?
L’acido urico (o urato) è una sostanza normalmente prodotta dal nostro organismo durante il metabolismo delle purine, composti presenti naturalmente nelle cellule e in molti alimenti, come carne rossa, legumi e alcuni pesci. In condizioni normali, l’acido urico viene eliminato prevalentemente attraverso i reni con le urine e, in misura minore, con le feci. Tuttavia, in alcuni soggetti i livelli plasmatici di urato tendono ad aumentare, determinando una condizione chiamata iperuricemia.
Le cause possono essere diverse, ma il più delle volte è una condizione legata ad una ridotta capacità renale di eliminazione dell’acido urico; meno comunemente l’iperuricemia può essere legata ad un’eccessiva produzione di urato, spesso legata a diete scorrette o a patologie che incrementano il turnover cellulare.
COME SI DIAGNOSTICA E QUALI SONO I RISCHI DELL’IPERURICEMIA?
Quando le concentrazioni plasmatiche di acido urico superano i 7 mg/dl, si parla di iperuricemia; tale condizione generalmente non si associa ad una sintomatologia specifica, quantomeno nelle prime fasi. Nel corso degli anni, tuttavia, livelli costantemente elevati di acido urico possono portare a serie complicanze legate alla deposizione di questa sostanza sotto forma di cristalli nei vari tessuti dell’organismo.
La deposizione di cristalli di urato nelle articolazioni porta a manifestazioni dolorose coma la gotta e alla formazione di noduli chiamati “tofi”, mentre la loro deposizione nei reni può comportare nefropatia da cristalli e la formazione di calcoli renali. L’iperuricemia, inoltre, è stata più volte associata alla presenza di insufficienza renale cronica, patologie cardiovascolari ed ipertensione arteriosa, tuttavia, la relazione tra acido urico e tali patologie resta tutt’oggi materia di studio e ricerca. Di recente, infine, i livelli di acido urico sono stati correlati ad un aumentato rischio di tromboembolismo venoso ricorrente, come evidenziato proprio da uno studio clinico sostenuto dalla fondazione Foribica.
COME SI TRATTA L’IPERURICEMIA?
Nei pazienti con iperuricemia asintomatica, in assenza di segni clinici di malattia da deposito di cristalli, l’approccio iniziale può essere di tipo non farmacologico, basato su modifiche dello stile di vita. È prioritario intervenire sulle condizioni predisponenti, come sovrappeso, obesità, diabete mellito e ipertensione, riducendo quando possibile l’uso di farmaci iperuricemizzanti. La correzione delle abitudini alimentari include la limitazione del consumo di carne rossa, crostacei, alcolici e bevande zuccherate, con eventuale adozione di regimi dietetici specifici, come la dieta DASH, sempre sotto supervisione nutrizionistica.
L’attività fisica regolare, come prevedibile, contribuisce sia al controllo dell’iperuricemia sia alla gestione delle comorbilità associate. Nei pazienti con iperuricemia marcata o con manifestazioni cliniche di malattia, è indicata la terapia farmacologica con farmaci ipouricemizzanti (allopurinolo, febuxostat), eventualmente in associazione ad agenti alcalinizzanti delle urine. Una valutazione clinica accurata, integrata da counseling multidisciplinare e follow-up regolare, è fondamentale per garantire un corretto inquadramento e una gestione ottimale del paziente.
RUOLO DELLA FONDAZIONE FORIBICA
La Fondazione Foribica, in linea con il proprio impegno nelle patologie cardiovascolari, fornisce informazioni chiare e affidabili anche sull’iperuricemia, con l’obiettivo di favorire la consapevolezza dei pazienti, promuovere la prevenzione e sostenere le strategie di trattamento. Parallelamente, l’attività di ricerca sostenuta da Foribica ha contribuito a significative pubblicazioni scientifiche, ampliando la comprensione dei meccanismi fisiopatologici alla base del tromboembolismo venoso, nel quale l’acido urico emerge come potenziale fattore di rischio rilevante.
Progetti di ricerca in corso
La Fondazione FoRiBiCa sostiene attivamente lo sviluppo di nuovi studi scientifici con l’obiettivo di approfondire i meccanismi alla base delle patologie cardiovascolari e immunologiche. I progetti attualmente in corso riguardano tematiche di grande rilevanza clinica e sociale.
